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Libri

I ricordi di un uomo del Novecento

Presentato il libro di Orazio e Agata Corsaro "Nei ricordi di un vecchio", Eventi storici, tradizioni, aneddoti di una Mascalucia e di un'Italia che non ci sono più

libro_agata.JPG“Nei ricordi di un vecchio”, romanzo storico scritto a 4 mani da Agata e Orazio Corsaro (edizioni novecento, 192 pag.) è l’esempio di come la letteratura possa far tornare in vita esperienze, emozioni, immagini e parole che sembravano sepolte nel dimenticatoio. Questa vivida e coraggiosa esperienza rappresenta il brillante esempio di come si possano rinnovare, grazie alla memoria, episodi storici luttuosi che hanno segnato la nostra vita, e caratterizzato l’iter di un secolo, il ‘900, che sembra terribilmente lontano, in cui il background  è occupato dal ritratto di una nazione giovane come l’Italia. L’intento principale del romanzo? Disseppellire la conoscenza di se stessi e dei propri affetti. Il libro riporta alla luce non solo una civiltà contadina che sembrava morta e sepolta, ma anche un intero mondo che, nelle tradizioni e nelle festività, identificava non solo un momento di svago e di evasione dallo scorrere ingessato del tempo, ma anche il contesto ideale per ritrovare quel profondo senso di spiritualità che oggi sembra appannata a causa dei grandi cambiamenti storici e scientifici che hanno segnato il “secolo breve”: il ‘900.

“Scrivere questo romanzo sui ricordi di mio padre tratti dalla sua esperienza in guerra, menzionare gli aneddoti, le tradizioni e far rivivere le immagini del Novecento – spiega la coautrice Agata Corsaro, che ha scritto il romanzo insieme al padre Orazio – mi ha portata a riscoprire la mie radici, ad amare ancor di più il mio paese anche se ormai radicalmente cambiato”.

Luccicano gli occhi agli autori per via della commozione allorché Agata Corsaro, alla prima (lusinghiera) prova da scrittrice, descrive il rapporto con il padre, “a cui, dopo la stesura del romanzo, mi lega un rapporto di complicità e di affetto ancora più profondo”.

foto presentazione libro 1.JPGE’ il potere della letteratura: far sognare, consentire di ricordare mondi lontani, epoche diverse e riannodare rapporti slegati a causa delle fatiche quotidiane e del solito frenetico correre di tutti i giorni in cerca dell’affermazione personale. “Quasi senza accorgermene – sottolinea Agata Corsaro – mi sono ritrovata a ripensare ai tempi in cui, ancora adolescente, mi era molto difficile capire aspetti della personalità e tratti del comportamento di mio padre. Il suo rigore e la sua essenzialità generavano spesso fra di noi un rapporto conflittuale. Allora non comprendevo perché in un’era di agiatezze economiche e di costumi molto più liberi, quali già erano negli anni ’70, lui mi imponesse regole troppo severe”. La scrittrice rivive così il passato con gli occhi e la memoria del padre, immergendosi in un viaggio caleidoscopico nella “fame” generata dal secondo conflitto bellico mondiale, nella cultura e nelle condizioni di vita nella prima metà del secolo scorso, i cambiamenti del periodo del boom economico che “modificò radicalmente le disponibilità economiche e i costumi di molte persone”.

foto presentazione libro 3.JPGAl di là della validità del contributo squisitamente storico, il romanzo fornisce un quadro variegato e vivace mediante il quale vengono osservate serenamente, ma non senza una certa dose di fuggevole malinconia la vita socio-familiare del “mondo di ieri”. I rituali del Natale e dell’Ascensione, i divertimenti e le licenziosità della vendemmia o di singolari personaggi locali,  ci fanno rivivere un mondo radicalmente perduto.

La presentazione dell'opera (nelle foto un momento dell'incontro e gli autori) è avvenuta recentemente nell'Auditorium "San Nicola".

mercoledì 21 maggio 2008 - 9.07.02


 

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