Le elezioni comunali al tempo di Facebook
Non resta estranea dal fenomeno del Social Network Mascalucia; proliferano i gruppi legati al territorio e s'intravede una inedita campagna elettorale
L’esasperato cambiamento di vita e di costumi che caratterizza la nostra società, ormai, sempre più globalizzata, non risparmia di certo la nostra comunità. Negli ultimi quaranta anni le mutazioni che ha subìto Mascalucia hanno stravolto la realtà del nostro comune, un tempo abitato di poche migliaia di residenti, oggi agglomerato urbano della vasta area metropolitana catanese. Scompaiono personaggi, luoghi, riti e consuetudini non solo di quarant’anni fa quando iniziava il fenomeno immigratorio dal vicino capoluogo, ma anche di vent’anni fa quando esso era ormai consolidato. Non è più la piazza il centro d’incontro per mascaluciesi di nascita o d’adozione; non sono più le sezioni dei partiti, fatta qualche debita eccezione, i posti della politica; non sono più i saloni parrocchiali i luoghi d’incontro per i giovani.
Per rivedere qualche amico, e in questo le nuove generazioni sono maestre, si scelgono i centri commerciali e la piazza virtuale di Internet. Negli ultimi mesi ha assunto un ruolo da protagonista il Social Network “Facebook” il cui principio fondante è quello di inserire la propria foto, il proprio profilo e iniziare la ricerca degli amici attuali e del passato, con le varianti dei gruppi a cui s’iscrivono gli utenti in base alla propria appartenenza al tema comune. E qui chi più ne ha più ne metta: dai fans delle rockstar alle squadre di calcio; dai commilitoni di militare ai compagni di classe; sino alle punte più alte di creatività: il gruppo di chi ama restare tutta la domenica in pigiama; il gruppo di chi è nato negli anni ’60; il gruppo di chi al citofono alla domanda chi è risponde “io”.
Un fenomeno gradito, certamente, alle nuove generazioni, ma anche alle generazioni vintage, che qui assaporano temi da amarcord: si ritrovano amici di alcuni decenni prima; si organizzano rimpatriate e celebrazioni per il diploma; si rintraccia la maestra d’asilo.
La nostra realtà, come detto, non rimane svincolata dal mondo di Facebook. Proliferano gli iscritti e proliferano i gruppi. “Mascalucia”, promosso dal sottoscritto; “Amici di Mascalucia” promosso da area PDL; “I Love Mascalucia”; “Mascalucia Vive”; “Abito a Mascalucia”; “Abito a Massannunziata”; “Scuola Media Leonardo da Vinci”; sino a “Quelli che... all' ex Bob Kennedy gridavano...: "PROSSIMOOO!!!", che con nostalgia ricorda a noi ormai senza più capelli, di aver trascorso interi pomeriggi in Parrocchia San Vito, allora retta dal compianto Padre Nicola Pappalardo.
E su Facebook da qualche settimana impazza anche la campagna elettorale ed i suoi temi che caratterizzeranno il passaggio politico mascaluciese sino al prossimo mese di giugno. Gli ingredienti ci sono tutti: i toni, le accuse, le minacce di querela, i programmi salvifici per l’interesse comune. Una panacea per la politica che vede sempre più in crisi i modi consueti di trovare il consenso: l’occasione per contattare direttamente centinaia di mascaluciesi che si recheranno alle urne. E vedrete che, presto o tardi, i “santini” dei candidati faranno la loro comparsa anche su FB.
Certo c’è grande nostalgia per i comizi di piazza, quelli con i riti dei supporter e delle bandiere che vedevano i leader alternarsi sul palchetto il venerdì alla chiusura della campagna elettorale, con la città in attesa dell’ultima “Sgas .. sata”. Ma non disperate, potremmo sempre creare il gruppo “Quelli che vogliono il comizio alla Matrice” con la colonna sonora di “Bianco Fiore” e “Avanti Popolo”.
Pietro Nicosia